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sabato 7 maggio 2011

Casalecchio nel futuro: Nuovi modi di produrre energia cambieranno il volto della città



Casalecchio nel futuro
Nuovi modi di produrre energia cambieranno il volto della città
Casalecchio 7 maggio 2011


Introduzione di Mattia Baglieri

A me l’arduo compito di introdurre questo dibattito con alcune suggestioni. Suggestioni da non esperto di questi temi, che pure mi stanno molto a cuore. Anche per me questo dibattito avrà certamente anche un valore formativo. Ritengo infatti imprescindibile per il Partito Democratico affrontare le tematiche del rispetto ambientale e relative alla produzione di energia “pulita”, oggi, quando sempre più siamo schiavi delle energie sporche e sulle nostre spalle si riversa il peso di decenni di sviluppo poco rispettoso dell’ecosistema che ci circonda, nonostante le roboanti dichiarazioni internazionali che, purtroppo, ancora non sono riuscite a trovare un’applicazione pratica. Su questi temi, d’altro canto, il Partito Democratico – che pure è nato con la volontà manifesta di incorporare anche la cultura ecologista – deve sempre più confrontarsi con le altre forze politiche e con la società civile, oltre che con chi si sporca quotidianamente le mani occupandosi di ambiente. Sono certo che i nostri interlocutori di oggi sapranno aiutarci in questo.
Il Governo nazionale sta facendo pochissimo, anzi non sta facendo alcunché per il rispetto della natura e dell’ecosistema. I dissapori intervenuti sul decreto interministeriale relativo al fotovoltaico tra i ministri Romani e Prestigiacomo fanno già vedere quanto è debole la nostra azione di sostegno all’economia dedita alla produzione di energia pulita. D’altro canto questo emerge proprio nella letterale presa in giro dei nostri cittadini sul tema del referendum sul nucleare, in cui regna sovrana ed incontrastata la confusione. Ma il motto del Governo è chiaro: renderci sempre più schiavi dell’energia sporca e, purtroppo, dell’economia sporca, degli interessi che stanno dietro a questa scelta che il Giappone e tanti altri paesi hanno già dimostrato una scelta improvvida. Pensiamo solo al tema delle scorie.
Il Comune di Casalecchio di Reno ha fatto tanto in questi ultimi anni, proprio nei giorni scorsi si è realizzato l’investimento di un milione di euro che con l’aiuto della Regione Emilia Romagna sarà devoluto all’energia solare ed alla realizzazione di pannelli solari sugli edifici pubblici e privati. Del resto questo è un campo su cui l’amministrazione vanta una lunga tradizione, di risparmio energetico attraverso la coibentazione. Poi importantissimo è questo passaggio da Cambieresti, sistema che ha portato ad un aumento esponenziale della raccolta differenziata che ci pone ai vertici provinciali e regionali, ad un sistema più strutturato e completo quale quello della Città di Transizione che porterà ad una riduzione della dipendenza dall’oro nero, anche attraverso la "Città idraulica e solare".
L’altro giorno leggevo un articolo in cui si diceva che l’amministrazione Obama al varo della riforma del sistema sanitario negli Stati Uniti ha spinto poco sul tema dei diritti e molto di più sul tema del risparmio economico e dell’efficienza del sistema. Ebbene io credo che anche quando si parla di ambiente noi dobbiamo sottolineare che diritti ed economia vanno di concerto come nella migliore tradizione liberale: fare sviluppo sostenibile nel piccolo e nel grande significa garantire le generazioni future ed il NOSTRO stesso futuro, ma se risparmiamo sull’ambiente attraverso le buone pratiche noi andiamo anche ad avere per esempio la possibilità di mettere più risorse nelle politiche di welfare che hanno ricevuto un’altra mazzata finale sempre da questo stesso governo con la g minuscola.
Allo stesso tempo abbiamo però bisogno di pensieri lunghi, abbiamo bisogno di far leva sui diritti. Torno proprio oggi dal Convegno Il seme e l’albero. R-esistere oggi in Italia con Aldo Capitini e Giorgio La Pira che significativamente abbiamo voluto tenere a Predappio, la città natale di Mussolini, per ribaltare lo stereotipo negativo che attanaglia quella cittadina. Mi chiederete: che c’entrano le politiche ambientali con le politiche di pace? Ebbene i relatori non hanno mancato di sottolineare come il pensiero di Aldo Capitini sia sempre stato indirizzato al rispetto della natura e, addirittura, del cosiddetto “microcosmo”. Tutelare l’ambiente significa fare pace da gigante nelle politiche di pace. Concludo appunto con le parole di Gianni Rodari nel suo commento alla prima Marcia della Pace e della Fratellanza dei popoli Perugia-Assisi: “Nei secoli dei satelliti artificiali e della bomba ad idrogeno, una folla si raduna nel luogo in cui è nato il figlio dell’Umbria che ci ha insegnato l’amore per le creature e per l’ambiente”.

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